SCHEDA DESCRITTIVA VINO
I Sodi di S. Niccolo’ 2019
Informazioni generali
• Nome del vino: I Sodi di S. Niccolò
• Produttore: Castellare di Castellina
• Denominazione: Toscana IGT
• Annata: 2019
• Tipologia: Vino Rosso Secco – Supertuscan
• Regione: Toscana
• Zona di produzione: Castellina in Chianti, nel territorio del Chianti Classico
• Vitigni: Sangioveto 85%, Malvasia Nera 15%
• Altitudine vigneto: circa 430 m s.l.m.
• Esposizione: Sud-Ovest
• Terreno: calcareo, con componente argillosa e ricco di scheletro
• Gradazione alcolica: circa 14% vol.
• Formato: 0,75 l
• Temperatura di servizio: 18–20 °C
Produzione e Affinamento
• Vendemmia: manuale, effettuata nella prima settimana di ottobre, con raccolta delle uve in piccole cassette per preservarne l’integrità.
• Selezione: accurata cernita dei grappoli e degli acini su tavolo di selezione prima della vinificazione.
• Vinificazione: Sangioveto e Malvasia Nera vengono fermentati separatamente in vasche d’acciaio.
• Fermentazione alcolica: svolta a circa 25 °C per 7 giorni.
• Macerazione: circa 20 giorni a contatto con le bucce.
• Fermentazione malolattica: svolta.
• Affinamento: circa 30 mesi in barrique, per 2/3 nuove e 1/3 usate.
• Assemblaggio: effettuato al termine dell’affinamento in legno, seguito da un breve periodo di riposo in vasca.
• Affinamento in bottiglia: circa 10 mesi prima della commercializzazione.
• Potenziale evolutivo: molto elevato, grazie alla struttura tannica, alla freschezza del Sangioveto e alla concentrazione del frutto.
Analisi visiva
• Colore: rosso rubino intenso e profondo, con iniziali sfumature granate dovute all’evoluzione.
• Aspetto: brillante, compatto ed elegante.
• Intensità: elevata, espressione della concentrazione delle uve e della lunga macerazione.
• Consistenza: importante, coerente con la struttura e la capacità evolutiva del vino.
• Impressione complessiva: vino visivamente austero e raffinato, che anticipa una notevole concentrazione gustativa.
Analisi olfattiva
• Intensità: molto elevata, con un bouquet profondo, elegante e stratificato.
• Sentori fruttati: ciliegia matura, marasca, lampone, piccoli frutti rossi e neri e ribes.
• Sentori speziati: spezie dolci, vaniglia e leggere sfumature di liquirizia.
• Note evolutive: cuoio, tabacco e cedro si integrano progressivamente alla componente fruttata.
• Sfumature balsamiche: fini e profonde, capaci di aumentare ulteriormente la complessità del bouquet.
• Complessità: molto elevata, con aromi che evolvono lentamente nel calice.
• Profilo complessivo: intenso, raffinato e profondo, nel quale frutto maturo, spezie e note terziarie convivono in grande equilibrio.
Analisi gustativa
• Ingresso: pieno, ricco ed elegante.
• Struttura: importante, concentrata ma mai eccessivamente pesante.
• Tannino: fitto, dolce e setoso, estremamente raffinato e ben integrato.
• Freschezza: notevole; l’acidità del Sangioveto sostiene la struttura e rende il sorso dinamico e sorprendentemente agile.
• Morbidezza: avvolgente e armoniosa, sostenuta dalla maturità del frutto e dal lungo affinamento.
• Equilibrio: eccellente tra struttura, tannino, freschezza e componente alcolica.
• Persistenza: molto lunga, con ritorni di ciliegia, frutti scuri, spezie, liquirizia e sensazioni balsamiche.
• Finale: profondo, elegante e di grande persistenza, caratteristica che testimonia l’importante capacità di evoluzione del vino.
Valutazione finale
I Sodi di S.Niccolò Toscana IGT 2019 è uno dei vini simbolo di Castellare di Castellina e una delle interpretazioni storiche più importanti del Supertuscan realizzato esclusivamente attraverso vitigni autoctoni.
L’assemblaggio di 85% Sangioveto e 15% Malvasia Nera dimostra come i vitigni tradizionali toscani possano raggiungere livelli di struttura, eleganza e longevità paragonabili ai grandi vini internazionali.
L’annata 2019 si distingue soprattutto per la combinazione tra grande intensità aromatica, tannini dolci e setosi e una marcata freschezza, elemento fondamentale che rende il sorso ricco ma allo stesso tempo dinamico.
Il lunghissimo affinamento in barrique e bottiglia aggiunge profondità senza nascondere l’identità del Sangioveto, che rimane protagonista attraverso il frutto, la freschezza e la finezza tannica.
È già perfettamente godibile, soprattutto dopo un’adeguata ossigenazione, ma possiede caratteristiche che consentono un lunghissimo invecchiamento in cantina.
Abbinamenti gastronomici
• Carni rosse: ideale con filetto di manzo, controfiletto, costata e bistecca alla Fiorentina.
• Brasati: eccellente con brasato di manzo, stracotti e preparazioni a lunga cottura.
• Vitello: particolarmente indicato con vitello brasato e preparazioni accompagnate da fondi di cottura intensi.
• Maiale: ottimo con maialino arrosto, porchetta di alta qualità e preparazioni saporite.
• Selvaggina: cinghiale, cervo, capriolo, lepre e selvaggina da pelo.
• Primi piatti: pappardelle al ragù di cinghiale, tagliatelle al ragù toscano, lasagne e paste fresche con sughi di carne.
• Cucina toscana: perfetto con bistecca alla Fiorentina, peposo dell’Impruneta, cinghiale in umido e arrosti della tradizione.
• Formaggi: Pecorino Toscano stagionato, Parmigiano Reggiano di lunga stagionatura e formaggi saporiti e aromatici.
• Salumi: finocchiona, salame toscano e salumi stagionati di buona struttura.
• Piatti internazionali: particolarmente interessante con Boeuf Bourguignon e altre preparazioni di carne caratterizzate da lunghe cotture e salse concentrate.
• Vino da meditazione: grazie alla complessità e alla lunghissima persistenza può essere degustato anche da solo, seguendone lentamente l’evoluzione nel calice.
Suggerimento di servizio
• Temperatura ideale: 18–20 °C.
• Bicchiere: calice ampio da grandi vini rossi, preferibilmente di tipo Bordeaux, per favorire l’ossigenazione e l’apertura del bouquet.
• Apertura: per l’annata 2019 è consigliabile aprire la bottiglia almeno 1–2 ore prima del servizio.
• Decantazione: consigliabile soprattutto se la bottiglia è stata conservata a lungo in cantina; permette al vino di esprimere progressivamente tutta la propria complessità aromatica.
• Conservazione: bottiglia coricata, al riparo dalla luce, in ambiente fresco e con temperatura e umidità il più possibile costanti.
• Evoluzione: eccellente capacità di invecchiamento; il produttore considera il 2019 già pronto alla degustazione ma contemporaneamente adatto a una lunghissima evoluzione.
Note narrative / Storytelling
I Sodi di S.Niccolò rappresenta il Grand Cru di Castellare di Castellina, un vino nato con l’ambizione di dimostrare che un grande Supertuscan non aveva necessariamente bisogno dei vitigni internazionali.
Qui i protagonisti sono infatti esclusivamente due varietà della tradizione toscana: Sangioveto e Malvasia Nera.
Il nome racconta direttamente la terra da cui nasce. In Toscana con il termine “sodi” i contadini indicavano quei terreni particolarmente duri e difficili da lavorare, dove spesso era necessario intervenire manualmente. San Niccolò è invece il nome dell’antica chiesa del Trecento presente nella proprietà di Castellare.
Il vigneto si trova a circa 430 metri di altitudine, all’interno di un anfiteatro naturale esposto a Sud-Ovest. I terreni poveri e calcarei, ricchi di scheletro e caratterizzati da un buon drenaggio, limitano naturalmente le rese e favoriscono la concentrazione e la qualità delle uve.
Il 2019 racconta perfettamente questa identità. Dopo la vendemmia manuale e un’accuratissima selezione, Sangioveto e Malvasia Nera vengono vinificati separatamente. Seguono una lunga macerazione e circa 30 mesi in barrique, prima dell’assemblaggio e di ulteriori 10 mesi di riposo in bottiglia.
Nasce così un vino potente senza perdere eleganza: il frutto è profondo, il tannino è fitto ma setoso e la naturale acidità del Sangioveto attraversa l’intero sorso regalando freschezza e longevità.
I Sodi di S. Niccolò occupa inoltre un posto particolare nella storia del vino italiano: con l’annata 1985 fu il primo vino italiano a entrare nella Top 100 di Wine Spectator, risultato ripetuto l’anno successivo con il millesimo 1986.
Anche il 2019 ha ottenuto riconoscimenti di altissimo livello, con valutazioni che raggiungono 97/100 e 98/100 da importanti guide e critici internazionali.
Un vino che racconta una precisa idea di Toscana: non sostituire la tradizione per raggiungere l’eccellenza, ma dimostrare fino a dove la tradizione può arrivare quando territorio, selezione e tempo vengono portati alla loro massima espressione.







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