TURRIGA 2018 IGT 75cl – Argiolas –

95,00 IVA incl.sa
Argiolas

”  TURRIGA 2019  “

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  • Vino: Rosso
  • Annata:   2019
  • Denominazione:  Isola dei Nuraghi IGT Rosso
  • Vitigno:  Cannonau 85%, Carignano 5%, Bovale Sardo 5%, Malvasia Nera 5%
  • Alcol:       14,5  %
  • Formato:  75 cl ( 0,75 Lt.)
  • Allergeni:   Solfiti
  • Temperatura di servizio:  16/ 18° C
  • Box: NO

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SCHEDA DESCRITTIVA VINO

Turriga 2018

 

Informazioni generali

Nome del vino: Turriga
Produttore: Argiolas
Denominazione: Isola dei Nuraghi IGT Rosso
Tipologia: Vino Rosso Secco
Annata: 2018
Regione: Sardegna
Zona di produzione: Tenuta Turriga, area di Serdiana – Sardegna meridionale
Vitigni: Cannonau 85%, Carignano 5%, Bovale Sardo 5%, Malvasia Nera 5%
Gradazione alcolica: 14,5% vol.
Formato: 0,75 L
Temperatura di servizio: 16–18 °C
Allergeni: contiene solfiti
Affinamento: 20 mesi in barrique di rovere francese, seguiti da 12 mesi in bottiglia
Produzione: circa 45.000 bottiglie

Il Turriga 2018 è uno dei grandi vini simbolo della Sardegna e rappresenta il progetto con cui la famiglia Argiolas, insieme a Giacomo Tachis, volle dimostrare la capacità dei vitigni autoctoni sardi di dare origine a un rosso di livello internazionale e capace di lunghissimo affinamento. Il 2018 nasce da 85% Cannonau, 5% Carignano, 5% Bovale Sardo e 5% Malvasia Nera.

Produzione e Affinamento

Vitigni: Cannonau 85%, Carignano 5%, Bovale Sardo 5%, Malvasia Nera 5%
Vigneto: Turriga
Altitudine: circa 230 m s.l.m.
Esposizione: sud-est
Suolo: calcareo e sassoso
Vendemmia: manuale, con accurata selezione delle uve
Fermentazione: in vasche di acciaio inox
Temperatura di fermentazione: 28–30 °C circa
Macerazione: 16–18 giorni
Tecnica di macerazione: délestage
Fermentazione malolattica: svolta
Affinamento: 20 mesi prima dell’imbottigliamento, con utilizzo di barrique nuove di rovere francese
Affinamento in bottiglia: 12 mesi
Produzione: circa 45.000 bottiglie

La produzione parte da una selezione rigorosa delle uve provenienti da vitigni esclusivamente autoctoni. La lunga macerazione permette di estrarre colore, struttura e sostanze aromatiche, mentre l’affinamento in rovere francese contribuisce alla complessità senza cancellare l’identità mediterranea del vino.

La scheda tecnica specifica dell’annata 2018 riporta 20 mesi di affinamento prima dell’imbottigliamento e ulteriori 12 mesi in bottiglia, dato che preferisco utilizzare rispetto alle indicazioni più generiche di 18–24 mesi riportate per Turriga da altre fonti.

Analisi visiva

Colore: rosso rubino intenso e profondo
Limpidezza: limpido
Consistenza: molto elevata
Intensità cromatica: molto elevata
Evoluzione: maturo ma ancora vitale

Nel calice il Turriga 2018 mostra un rosso rubino profondo e concentrato, con un’intensità cromatica importante.

La consistenza anticipa immediatamente un vino ricco e strutturato, ma la componente visiva conserva eleganza e luminosità.

Analisi olfattiva

Intensità: molto elevata
Complessità: eccellente
Finezza: eccellente
Carattere: fruttato, speziato, balsamico e mediterraneo

L’impatto olfattivo è ampio e complesso. Emergono mora, frutti di bosco neri e frutti rossi maturi, accompagnati da una componente speziata profonda.

Con l’ossigenazione si sviluppano sensazioni di pepe nero, liquirizia, caffè tostato, spezie ed erbe mediterranee, che rappresentano alcuni dei tratti più riconoscibili di Turriga.

La componente mediterranea è particolarmente affascinante: macchia mediterranea ed erbe aromatiche accompagnano il frutto maturo e le note evolutive provenienti dall’affinamento.

Analisi gustativa

Corpo: pieno
Struttura: molto elevata
Concentrazione: molto elevata
Freschezza: importante
Tannino: fitto, maturo e raffinato
Morbidezza: molto elevata
Equilibrio: eccellente
Intensità: molto elevata
Persistenza: molto lunga
Finale: speziato, balsamico e mediterraneo

Al palato Turriga 2018 è ricco, potente e avvolgente. Il Cannonau conferisce calore, struttura e profondità, mentre Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Nera completano il profilo con freschezza, colore e complessità aromatica.

La trama tannica è importante ma ben integrata. La struttura viene sostenuta da una freschezza sufficiente a mantenere il sorso equilibrato e dinamico.

Il finale è molto lungo, con ritorni di frutto nero, liquirizia, spezie, caffè ed erbe della macchia mediterranea.

Valutazione finale

Qualità complessiva: eccellente
Struttura: molto elevata
Complessità: eccellente
Concentrazione: molto elevata
Freschezza: importante
Tannino: fitto, maturo e raffinato
Persistenza: molto lunga
Eleganza: eccellente
Prestigio: molto elevato
Stato evolutivo: maturo, ma ancora in piena evoluzione
Potenziale di conservazione: molto elevato
Valore collezionistico: elevato
Produzione: circa 45.000 bottiglie

Il Turriga 2018 possiede struttura, concentrazione e qualità tannica tali da consentire ancora una lunga evoluzione in bottiglia. Non è quindi un vino da considerare arrivato al termine del proprio percorso: se perfettamente conservato, ha ancora molti anni davanti a sé.

I riconoscimenti ufficialmente riportati da Argiolas per il 2018 comprendono 96/100 Doctor Wine, 95/100 James Suckling, 96/100 Vinoway, oltre ai Tre Bicchieri del Gambero Rosso, 5 Grappoli Bibenda, 4 Viti AIS e la Corona di Vinibuoni d’Italia.

Abbinamenti gastronomici

Carni rosse: filetto, controfiletto e costata di manzo alla brace
Selvaggina: cinghiale, cervo, capriolo e lepre
Cucina sarda: porceddu arrosto e preparazioni tradizionali di carne
Agnello: agnello arrosto alle erbe mediterranee
Brasati: brasato di manzo al vino rosso
Primi importanti: pappardelle al ragù di cinghiale
Funghi: porcini arrosto o alla brace
Formaggi: Pecorino Sardo stagionato e grandi formaggi a pasta dura
Salumi: salumi sardi stagionati di grande intensità
Vino da meditazione: eccellente anche da solo, soprattutto dopo un’adeguata ossigenazione

Abbinamento ideale: cinghiale in umido con erbe mediterranee. È uno degli abbinamenti indicati direttamente da Argiolas: la struttura e la succulenza della selvaggina sostengono la potenza del Turriga, mentre le erbe aromatiche creano continuità con la sua componente mediterranea.

Per una proposta da E-Thunder Caveau sceglierei anche un carré di agnello alle erbe mediterranee , capace di accompagnare la ricchezza del vino senza coprirne la complessità.

Suggerimento di servizio

Servire a 16–18 °C in un grande calice da vino rosso strutturato.

Il 2018 ha ormai raggiunto un’età molto interessante, ma Turriga è un vino concepito per il lungo affinamento. Consiglio di aprire la bottiglia circa 60–90 minuti prima del servizio, assaggiandola subito per valutarne lo stato.

Per una bottiglia perfettamente conservata, una decantazione di circa 45–60 minuti può favorire l’apertura del bouquet. Eviterei però ossigenazioni eccessivamente lunghe senza aver prima assaggiato il vino.

Con il tempo nel calice, la componente iniziale di frutto lascia progressivamente emergere liquirizia, caffè tostato, spezie ed erbe mediterranee. La stessa scheda tecnica dell’annata sottolinea che Turriga necessita di tempo in bottiglia per mostrare pienamente la propria complessità.

Note narrative / Storytelling

La storia del Turriga nasce da una delle svolte più importanti dell’enologia sarda moderna.

Negli anni Ottanta la famiglia Argiolas maturò l’idea di creare un grande vino rosso capace di raccontare la Sardegna attraverso i suoi vitigni autoctoni, ma utilizzando un linguaggio enologico contemporaneo e internazionale.

Per realizzare questo progetto venne coinvolto Giacomo Tachis, una delle figure più importanti dell’enologia italiana del Novecento, insieme al suo allievo Mariano Murru, destinato a diventare direttore tecnico di Argiolas.

L’obiettivo era ambizioso: dimostrare che le varietà tradizionali sarde potevano dare origine non soltanto a vini potenti e mediterranei, ma anche a un grande rosso elegante, equilibrato e capace di invecchiare per molti anni.

Il cuore dell’assemblaggio divenne il Cannonau, affiancato da piccole percentuali di Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Nera. Nessun vitigno internazionale: l’identità del Turriga doveva rimanere profondamente sarda.

La prima vendemmia fu il 1988. Il vino venne presentato soltanto alcuni anni più tardi, dopo il lungo affinamento necessario a raggiungere l’equilibrio desiderato.

L’annata 2018 assume inoltre un significato particolare perché rappresenta la 30ª vendemmia di Turriga, un traguardo celebrato anche attraverso edizioni dedicate.

A trent’anni dalla prima vendemmia, il progetto immaginato dalla famiglia Argiolas e da Giacomo Tachis aveva ormai raggiunto il suo obiettivo: Turriga era diventato uno dei vini sardi più riconosciuti a livello internazionale e un punto di riferimento per la valorizzazione dei grandi vitigni autoctoni dell’isola.

Turriga 2018 è quindi molto più di un grande Cannonau: è la trentesima vendemmia di un vino nato per dimostrare al mondo il potenziale della Sardegna. Cannonau, Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Nera si fondono in un rosso potente ma raffinato, profondamente mediterraneo, capace di unire frutto, spezie, macchia mediterranea e lunga capacità evolutiva. Un vino simbolo della Sardegna moderna e uno dei progetti più significativi nati dall’incontro tra la famiglia Argiolas e Giacomo Tachis.

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