SCHEDA DESCRITTIVA VINO
Turriga 2018
Informazioni generali
• Nome del vino: Turriga
• Produttore: Argiolas
• Denominazione: Isola dei Nuraghi IGT Rosso
• Tipologia: Vino Rosso Secco
• Annata: 2018
• Regione: Sardegna
• Zona di produzione: Tenuta Turriga, area di Serdiana – Sardegna meridionale
• Vitigni: Cannonau 85%, Carignano 5%, Bovale Sardo 5%, Malvasia Nera 5%
• Gradazione alcolica: 14,5% vol.
• Formato: 0,75 L
• Temperatura di servizio: 16–18 °C
• Allergeni: contiene solfiti
• Affinamento: 20 mesi in barrique di rovere francese, seguiti da 12 mesi in bottiglia
• Produzione: circa 45.000 bottiglie
Il Turriga 2018 è uno dei grandi vini simbolo della Sardegna e rappresenta il progetto con cui la famiglia Argiolas, insieme a Giacomo Tachis, volle dimostrare la capacità dei vitigni autoctoni sardi di dare origine a un rosso di livello internazionale e capace di lunghissimo affinamento. Il 2018 nasce da 85% Cannonau, 5% Carignano, 5% Bovale Sardo e 5% Malvasia Nera.
Produzione e Affinamento
• Vitigni: Cannonau 85%, Carignano 5%, Bovale Sardo 5%, Malvasia Nera 5%
• Vigneto: Turriga
• Altitudine: circa 230 m s.l.m.
• Esposizione: sud-est
• Suolo: calcareo e sassoso
• Vendemmia: manuale, con accurata selezione delle uve
• Fermentazione: in vasche di acciaio inox
• Temperatura di fermentazione: 28–30 °C circa
• Macerazione: 16–18 giorni
• Tecnica di macerazione: délestage
• Fermentazione malolattica: svolta
• Affinamento: 20 mesi prima dell’imbottigliamento, con utilizzo di barrique nuove di rovere francese
• Affinamento in bottiglia: 12 mesi
• Produzione: circa 45.000 bottiglie
La produzione parte da una selezione rigorosa delle uve provenienti da vitigni esclusivamente autoctoni. La lunga macerazione permette di estrarre colore, struttura e sostanze aromatiche, mentre l’affinamento in rovere francese contribuisce alla complessità senza cancellare l’identità mediterranea del vino.
La scheda tecnica specifica dell’annata 2018 riporta 20 mesi di affinamento prima dell’imbottigliamento e ulteriori 12 mesi in bottiglia, dato che preferisco utilizzare rispetto alle indicazioni più generiche di 18–24 mesi riportate per Turriga da altre fonti.
Analisi visiva
• Colore: rosso rubino intenso e profondo
• Limpidezza: limpido
• Consistenza: molto elevata
• Intensità cromatica: molto elevata
• Evoluzione: maturo ma ancora vitale
Nel calice il Turriga 2018 mostra un rosso rubino profondo e concentrato, con un’intensità cromatica importante.
La consistenza anticipa immediatamente un vino ricco e strutturato, ma la componente visiva conserva eleganza e luminosità.
Analisi olfattiva
• Intensità: molto elevata
• Complessità: eccellente
• Finezza: eccellente
• Carattere: fruttato, speziato, balsamico e mediterraneo
L’impatto olfattivo è ampio e complesso. Emergono mora, frutti di bosco neri e frutti rossi maturi, accompagnati da una componente speziata profonda.
Con l’ossigenazione si sviluppano sensazioni di pepe nero, liquirizia, caffè tostato, spezie ed erbe mediterranee, che rappresentano alcuni dei tratti più riconoscibili di Turriga.
La componente mediterranea è particolarmente affascinante: macchia mediterranea ed erbe aromatiche accompagnano il frutto maturo e le note evolutive provenienti dall’affinamento.
Analisi gustativa
• Corpo: pieno
• Struttura: molto elevata
• Concentrazione: molto elevata
• Freschezza: importante
• Tannino: fitto, maturo e raffinato
• Morbidezza: molto elevata
• Equilibrio: eccellente
• Intensità: molto elevata
• Persistenza: molto lunga
• Finale: speziato, balsamico e mediterraneo
Al palato Turriga 2018 è ricco, potente e avvolgente. Il Cannonau conferisce calore, struttura e profondità, mentre Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Nera completano il profilo con freschezza, colore e complessità aromatica.
La trama tannica è importante ma ben integrata. La struttura viene sostenuta da una freschezza sufficiente a mantenere il sorso equilibrato e dinamico.
Il finale è molto lungo, con ritorni di frutto nero, liquirizia, spezie, caffè ed erbe della macchia mediterranea.
Valutazione finale
• Qualità complessiva: eccellente
• Struttura: molto elevata
• Complessità: eccellente
• Concentrazione: molto elevata
• Freschezza: importante
• Tannino: fitto, maturo e raffinato
• Persistenza: molto lunga
• Eleganza: eccellente
• Prestigio: molto elevato
• Stato evolutivo: maturo, ma ancora in piena evoluzione
• Potenziale di conservazione: molto elevato
• Valore collezionistico: elevato
• Produzione: circa 45.000 bottiglie
Il Turriga 2018 possiede struttura, concentrazione e qualità tannica tali da consentire ancora una lunga evoluzione in bottiglia. Non è quindi un vino da considerare arrivato al termine del proprio percorso: se perfettamente conservato, ha ancora molti anni davanti a sé.
I riconoscimenti ufficialmente riportati da Argiolas per il 2018 comprendono 96/100 Doctor Wine, 95/100 James Suckling, 96/100 Vinoway, oltre ai Tre Bicchieri del Gambero Rosso, 5 Grappoli Bibenda, 4 Viti AIS e la Corona di Vinibuoni d’Italia.
Abbinamenti gastronomici
• Carni rosse: filetto, controfiletto e costata di manzo alla brace
• Selvaggina: cinghiale, cervo, capriolo e lepre
• Cucina sarda: porceddu arrosto e preparazioni tradizionali di carne
• Agnello: agnello arrosto alle erbe mediterranee
• Brasati: brasato di manzo al vino rosso
• Primi importanti: pappardelle al ragù di cinghiale
• Funghi: porcini arrosto o alla brace
• Formaggi: Pecorino Sardo stagionato e grandi formaggi a pasta dura
• Salumi: salumi sardi stagionati di grande intensità
• Vino da meditazione: eccellente anche da solo, soprattutto dopo un’adeguata ossigenazione
Abbinamento ideale: cinghiale in umido con erbe mediterranee. È uno degli abbinamenti indicati direttamente da Argiolas: la struttura e la succulenza della selvaggina sostengono la potenza del Turriga, mentre le erbe aromatiche creano continuità con la sua componente mediterranea.
Per una proposta da E-Thunder Caveau sceglierei anche un carré di agnello alle erbe mediterranee , capace di accompagnare la ricchezza del vino senza coprirne la complessità.
Suggerimento di servizio
Servire a 16–18 °C in un grande calice da vino rosso strutturato.
Il 2018 ha ormai raggiunto un’età molto interessante, ma Turriga è un vino concepito per il lungo affinamento. Consiglio di aprire la bottiglia circa 60–90 minuti prima del servizio, assaggiandola subito per valutarne lo stato.
Per una bottiglia perfettamente conservata, una decantazione di circa 45–60 minuti può favorire l’apertura del bouquet. Eviterei però ossigenazioni eccessivamente lunghe senza aver prima assaggiato il vino.
Con il tempo nel calice, la componente iniziale di frutto lascia progressivamente emergere liquirizia, caffè tostato, spezie ed erbe mediterranee. La stessa scheda tecnica dell’annata sottolinea che Turriga necessita di tempo in bottiglia per mostrare pienamente la propria complessità.
Note narrative / Storytelling
La storia del Turriga nasce da una delle svolte più importanti dell’enologia sarda moderna.
Negli anni Ottanta la famiglia Argiolas maturò l’idea di creare un grande vino rosso capace di raccontare la Sardegna attraverso i suoi vitigni autoctoni, ma utilizzando un linguaggio enologico contemporaneo e internazionale.
Per realizzare questo progetto venne coinvolto Giacomo Tachis, una delle figure più importanti dell’enologia italiana del Novecento, insieme al suo allievo Mariano Murru, destinato a diventare direttore tecnico di Argiolas.
L’obiettivo era ambizioso: dimostrare che le varietà tradizionali sarde potevano dare origine non soltanto a vini potenti e mediterranei, ma anche a un grande rosso elegante, equilibrato e capace di invecchiare per molti anni.
Il cuore dell’assemblaggio divenne il Cannonau, affiancato da piccole percentuali di Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Nera. Nessun vitigno internazionale: l’identità del Turriga doveva rimanere profondamente sarda.
La prima vendemmia fu il 1988. Il vino venne presentato soltanto alcuni anni più tardi, dopo il lungo affinamento necessario a raggiungere l’equilibrio desiderato.
L’annata 2018 assume inoltre un significato particolare perché rappresenta la 30ª vendemmia di Turriga, un traguardo celebrato anche attraverso edizioni dedicate.
A trent’anni dalla prima vendemmia, il progetto immaginato dalla famiglia Argiolas e da Giacomo Tachis aveva ormai raggiunto il suo obiettivo: Turriga era diventato uno dei vini sardi più riconosciuti a livello internazionale e un punto di riferimento per la valorizzazione dei grandi vitigni autoctoni dell’isola.
Turriga 2018 è quindi molto più di un grande Cannonau: è la trentesima vendemmia di un vino nato per dimostrare al mondo il potenziale della Sardegna. Cannonau, Carignano, Bovale Sardo e Malvasia Nera si fondono in un rosso potente ma raffinato, profondamente mediterraneo, capace di unire frutto, spezie, macchia mediterranea e lunga capacità evolutiva. Un vino simbolo della Sardegna moderna e uno dei progetti più significativi nati dall’incontro tra la famiglia Argiolas e Giacomo Tachis.








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